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GIUGNO

SETTEMBRE


Arrampicata


ELIO ORLANDI

Cresciuto alle pendici meridionali del Gruppo di Brenta, dove fin da adolescente mi sono formato ed avvicinato alla montagna aiutando il padre negli umili e duri lavori alpestri, verso il 1974 inizio con passione e predisposizione naturale la vera e propria pratica dell’alpinismo e dell’arrampicata.
Dopo i primi anni di intensissima attività, nei quali ho la fortuna di ripetere centinaia di vie classiche con diversi compagni, lascio il comodo impiego d’ufficio per dedicarmi alla professione di Guida Alpina e di impresa artigiana in opere speciali su pareti rocciose.
Pur prediligendo le Dolomiti di casa, spazio la mia attività sull’intero arco alpino, sulle grandi classiche occidentali del Monte Bianco, Monvisio, Rosa, Cervino e sui picchi dolomitici quali Lavaredo, Civetta, Catinaccio, Sella, Marmolada, Sassolungo, eccetera.
Impossibile fare numeri o compilare elenchi, perché sono molteplici le nuove prime salite, le nuove realizzazioni e ripetizioni in invernale, le vie e le nuove realizzazioni in solitaria ed innumerevoli le ripetizioni specialmente in val d’Ambiez e nell’intero Gruppo di Brenta.
Tra le più significative: le nuove realizzazioni alla Cima d’Ambiez, Soddisfazione, Linea Nera, Positive Vibrazioni, Perlage, Bollicine, Sogno Libero, Goduria, Ignazio, Cavallo Pazzo ed altre; Cima Ceda, Dino Sottovia, Raponzoli, Scudo d’Argento ed altre; Cima Tosa, Specchio Magico ed altre; Castei Meridionali, Spigolo Nora ed altre realizzazioni sul Campanile Steck, Torre Zanlucchi, Cima d’Agola, eccetera.
Da anni cerco di praticare un alpinismo essenziale, impegnato nel vivere a fondo l’avventura, limitando i clamori, possibilmente con mezzi propri e spirito libero, senza condizionamenti di sorta: semplicemente scegliendo più una naturale, sana e riservata ricerca invece di cedere alle facili esasperazioni, alle mode, correnti o tendenze.
E’ nel 1982 la mia prima esperienza extraeuropea, con un’attrazione particolare per la difficoltà, l’arditezza e la bellezza dei picchi patagonici che seguirà fruttuosa per anni e con ottime soddisfazioni.
Le più significative: 1982 Cerro Torre, a pochi metri dalla vetta per lo spigolo sud-est e tentativo al Fitz Roy – Chaltèn per la Supercanaleta; Aguille Guillaumet per la parete est; Pico Poincenot per la via inglese; 1984 salita al Cerro Torre per lo spigolo sud-est – Aconcagua nel gennaio 1995 – 1985 Torre Nord del Paine, prima solitaria per la parete sud; 1986 Torre Centrale del Paine, prima salita “Magico Est” alla parete est in stile alpino – Torre Sud del Paine, prima ripetizione parete nord; 1987 Torre Egger, prima salita “Titanic” al gran pilastro est (dopo un tentativo di concatenamento Stanhardt, Egger, Torre); 1989 Cerro Stanhardt, prima salita “Otra Vez” alla parete ovest, con questa salita ho la fortuna di completare le trilogie patagoniche più ambite: Torri del Paine, Cime del Fitz Roy e gruppo del Cerro Torre; 1990 Cerro Stanhardt, prima ripetizione “Exocet” parete est e tentativo di concatenamento delle tre torri; 1991 tentativo parete ovest del Baghirati in Himalaya (terremoto!); 1993 tentativo parete ovest del Cerro Torre; 1994 Cerro Torre, prima salita “Cristalli nel Vento” alla parete ovest in stile alpino; 1997 tentativo parete nord del Cerro Torre; 1998 Torre Nord del Paine, prima salita “Spirito Libero” allo sperone nord.


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